PETZL LEGEND TOUR: MASUA - Up-Climbing

PETZL LEGEND TOUR: MASUA

Il secondo episodio della serie sulla Sardegna

La culla dell’arrampicata sportiva sarda

Sul calcare di Masua e Domusnovas. Foto: ©2023 – Petzl Distribution – Klaus Dell’Orto

Dopo il primo episodio dedicato a Cala Gonone, il Petzl Legend Tour ci porta in un altro luogo tra i più significativi per l’arrampicata in Sardegna: le splendide falesie di calcare di Masua e Domusnovas!

Ancora bellezza, ancora meraviglie verticali e la loro storia… Un’altra tappa di un viaggio che ci porta sempre di più nell’incanto arrampicatorio di quest’isola e a conoscere i climber che con la loro passione e impegno l’hanno resa un paradiso mondiale dell’arrampicata!

Albertaccia

EPISODIO 2 – MASUA

Nel secondo episodio le protagoniste del Petzl Legend Tour Sardegna saranno le zone di Masua e di Domusnovas dove di fatto nasce l’arrampicata sportiva in Sardegna. A Masua il calcare è il più antico d’Europa e il panorama sulle scogliere, addolcite dal Pan di Zucchero che si staglia a scandire la skyline dell’orizzonte, è senza eguali. Spiagge deserte, romantici tramonti, altipiani sconfinati. Tutto l’Iglesiente è un territorio selvaggio e ricco di fascino. Per i pionieri “Le pereti sarde erano piccoli castelli di pietra persi in boschi impenetrabili”.

Sul calcare di Masua e Domusnovas. Foto: ©2023 – Petzl Distribution – Klaus Dell’Orto

Nel sud della Sardegna il territorio verticale è vasto e selvaggio ma questo non scoraggiò Bruno Poddesu, uno dei primi arrampicatori sardi e Mondo Liggi, la fotografia di Mondo che pianta il primo spit in piedi sulla sua mitica cinquecento alla grotta di San Giovanni è un pezzo di storia. Tra i nomi di chi ha scritto le prime pagine dell’arrampicata sull’isola c’è quello di Cecilia Marchi, appassionata e talentuosa, donna, in un’epoca in cui farsi strada in un terreno verticale ancora vergine e di dominio maschile era tutt’altro che semplice e ultimo ma non ultimo, il nome di Maurizio Oviglia, sardo d’adozione, per amore di Cecilia, per amore di questa terra che è stata ed è ancora oggi il suo pane verticale, la sua ossessione, la sua passione. A Maurizio si deve la scoperta della maggior parte delle falesie che vi faremo conoscere. “Oggi – racconta Oviglia – passo gran parte dei miei giorni a trovare linee invisibili, a guardare la roccia e cercare di vedervi un disegno, una via che mi dia la possibilità di esprimermi”. (Fonte: Comunicato Stampa Petzl)

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