02 Mar CIMA BUSAZZA – SCOTTISH SECTOR
Emanuele Andreozzi racconta le vie sullo spallone nord-ovest della Cima Busazza
“Scottish Sector”: così Emanuele Andreozzi e compagni hanno battezzato la struttura rocciosa situata a destra della parete nord della Cima Busazza, dove hanno ripetuto e tracciato varie vie.

Il caratteristico diedro di “Out Of The Blue”, l’ultimo itinerario aperto nel settore. Foto coll. Andreozzi-Samaden
«Questo settore è una porzione minore della parete nord di Cima Busazza e trova posto sullo spallone alla destra della parete principale», racconta Emanuele Andreozzi. «La prima via fu tracciata addirittura durante la prima guerra mondiale da Angelo Dibona insieme ai fratelli viennesi Guido e Max Mayer, con 14 soldati al seguito. Completarono l’ascesa nella primavera del 1916 lungo un itinerario che partiva dallo spallone, per poi proseguire logicamente lungo il filo dello sperone nord ovest fino in vetta all’Anticima Ovest. Al tempo il ghiacciaio era molto più alto e la conformazione dello spallone era diversa. I primi tiri dell’attuale settore si trovavano sotto il ghiaccio. L’intero settore è – ahimè – frutto del cambiamento climatico stesso: con il ghiacciaio alto com’era quarant’anni fa, lo “Scottish Sector” non avrebbe avuto senso di esistere».
Il primo itinerario tracciato sullo spallone nella conformazione attuale è “Tra cuore e pensiero” (AI3+, M4+. Martin Giovanazzi e Davide Miori, 29 maggio 2021). Dopo ca. 200 metri di arrampicata sullo spallone, la via si innesta sull’antica Dibona e la segue fino in vetta.
Proprio la ripetizione di “Tra cuore e pensiero” ha portato Andreozzi a esaminare le ulteriori potenzialità del settore: «Cominciai aprendo la “Via Teti” con Andrea Gremes, una vietta quasi tutta su ghiaccio, parallela a “Tra cuore e pensiero”, che in seguito fu ripetuta da numerose cordate. Successivamente, insieme a vari compagni di cordata, mi concentrai sui tre grandi ed evidenti diedri a destra delle due vie precedenti».
L’ultima linea aperta è “Out Of The Blue”, che affronta quello di mezzo tra i tre diedri che caratterizzano la parte superiore dello spallone nord-ovest.
Emanuele Andreozzi conclude:
«In “Scottish Sector” ho scelto di ispirarmi all’arrampicata mista scozzese: lo stile in “dry” privo di ghiaccio lo ricorda, le toppe di muschio ghiacciate e il proteggersi totalmente “trad” anche; poi ovviamente le condizioni climatiche qui da noi sono differenti, mancando l’umidità che in Scozia rende le pareti smaltate dalla neve ghiacciata e dalla galaverna dopo una perturbazione. Come in Scozia, tutte le vie sono state lasciate prive di materiale fisso. Anche le soste sono da attrezzare con protezioni mobili. Ai frequentatori chiedo di rispettare questo stile di scalata e non aggiungere alcun materiale fisso sulle vie, neanche alle soste. Anzi, chi trova qualcosa, è incentivato a portarselo a casa! Credo che sulle nostre Alpi i posti pieni di spit, chiodi o altro materiale fisso non manchino. Mi sembra una buona idea offrire un’alternativa, dedicata a chi ama scalare “trad”».

Cima Busazza 3325 m, Gruppo della Presanella, Alpi Retiche Meridionali (Trentino-Alto Adige)
Spallone nord-occidentale dell’Anticima Ovest 3296 m
SCOTTISH SECTOR
Accesso generale
- Dal Passo del Tonale (BS/TN) come per la scialpinistica classica detta “Cantiere”. Dal parcheggio presso un depuratore attraversare subito un ponticello e seguire la strada forestale che porta all’Alveo del lago Presena 2160 m (segnavia, indicazioni), che si raggiunge in 1h circa, superando anche una caratteristica galleria (attenzione se ghiacciata). Dall’Alveo Presena spostarsi subito a sinistra e alzarsi obliquamente per pendii nevosi a moderata pendenza (35° max) in direzione sud-est, costeggiando le rocce di una netta dorsale, che scende direttamente dalla Vedretta della Busazza. Risalire il ghiacciaio, piccolo ma crepacciato (attenzione), per raggiungere la parete. 1200 m D+ ca., 3,30/4 h in funzione delle condizioni.
- Dal Passo del Tonale (BS/TN) in funivia, con accesso parzialmente in discesa. Prendere i due tronconi della funivia che, dal Passo del Tonale, porta al Ghiacciaio del Presena. Scendere inizialmente lungo l’itinerario del “Cantiere”, poi traversare a lungo, il più in alto possibile, sotto il versante nord-ovest della Cima Busazza. Al termine del traverso si ritrova l’itinerario proveniente direttamente dal Passo del Tonale. Mettere le pelli e salire puntando al ghiacciaio e alla base della parete nord. 450 m D+, 1,30 h ca. Attenzione agli orari degli impianti di risalita che, normalmente, aprono alle 8.30: si arriva in parete a mattina inoltrata ed è quindi necessario scegliere giornate con condizioni climatiche adatte.
L’opzione migliore per l’avvicinamento sono gli sci, ma ovviamente è possibile anche usare le ciaspole. In tal caso, forse, è meglio scegliere la prima opzione di avvicinamento. La seconda è più adatta allo sci.
Qualche volta, a inizio stagione, la carenza di neve rende possibile effettuare l’avvicinamento a piedi, ma accade piuttosto raramente.
Discesa per tutte le vie
Dalla cresta sommitale dello spallone nord-ovest raggiungere l’uscita della “Via Teti” lungo la quale, con quattro calate, si rientra velocemente alla base. È anche possibile – ma più impegnativo – proseguire in cresta lungo la “Via Dibona” (max M4+) e arrivare all’Anticima Ovest della Cima Busazza, calandosi poi lungo la via “La Forza della Mente”, che riporta alla base della parete, oppure scendendo lungo il Canale Ovest. In quest’ultimo caso però non si rientra alla base.
Periodi favorevoli
Il periodo ideale per scalare sullo “Scottish Sector” dura tutto l’inverno. Spesso si può iniziare già verso fine novembre. Necessarie temperature fresche, ottimo rigelo e ottima stabilità del manto nevoso (per queste ragioni la primavera, quando l’innevamento è più abbondante e la parete è più a lungo illuminata dal sole, spesso è sfavorevole). Il grande vantaggio dello “Scottish Sector” è che si può arrampicare tutti gli anni, perché è meno delicato dal punto di vista delle condizioni rispetto alla parete nord principale. Le tre vie sui diedri (Natural logic, Out Of The Blue e Maledetta primavera) sono in total dry su fessure e diedri di granito, dove il ghiaccio non si forma mai, quindi sono sempre arrampicabili. Su Tra cuore e pensiero e Teti il ghiaccio si forma piuttosto facilmente; nelle annate più secche si incontra qualche passo di misto in più ma, di solito, su difficoltà abbordabili (M4/+).
Le vie
1 Tra cuore e pensiero, AI3+, M4+, 210 m + 200 m sulla via Dibona. Martin Giovanazzi e Davide Miori, 29 maggio 2021
2 Via Teti

Informazioni e immagini di Emanuele Andreozzi

